Pubblicato da: mida999 | ottobre 13, 2009

Visioni del futuro:Kurzweil e la nanotecnologia

In 30 o 40 anni, avremo macchine microscopiche che viaggiano attraverso i nostri corpi,in grado di riparare le cellule danneggiate degli organi, di fatto cancellando le malattie. In una recente intervista lo scrittore Ray Kurzweil ha dichiarato che grazie a questa futuristica rivoluzione l’essere umano, potrebbe attorno all’anno 2040-2050 acquisire un grado di longevità veramente significativo. L’accellerazione tecnologica creando i presupposti per una futura fusione uomo-macchina  attraverso la combinazione di nanotecnologie e biotenologie potrà debellare il cancro,il morbo di Alzheimer,l’obesità e il diabete.Sarà un momento di svolta radicale per l’umanità pronta ad implementare le proprie potenzialità cognitive e fisiche ed eliminare la malattia biologica rallentando drasticamente l’invecchiamento cellulare.Attraverso l’immissione di nanobot nel flusso sanguigno o la sostituzione totale dello stesso allora le ferite potrebbero essere rimarginate quasi istantaenamente,gli arti mutilati rigenerati, backup di ricordi e personaggi ricreati in cervelli offesi da trauma cranici. Oggi i ricercatori del MIT stanno già utilizzando nanoparticelle come vettori di geni killer nella battaglia all’ultimo stadio contro il cancro. Il centro di ricerca ha segnalato che il mese scorso il nano-trattamento attuato ha ucciso un carcinoma ovarico, che è considerato uno dei tumori più mortali, nei topi. E all’inizio di quest’anno, gli scienziati di una nota università londinese hanno comunicato l’utilizzo terapeutico di nanotecnologie per indurre l’esplosione  di cellule cancerose in topi affetti da tumore,dando nuove speranze in pazienti affetti da patologie non operabili.Finora i test hanno dimostrato che la nuova tecnica è selettiva,lasciando integre le cellule sane.L’aspettativa di vita attraverso terapie geniche mirate e preventive ed il monitoraggio intra-corporeo in tempo reale di nanobot in grado di scansionare e curare le più svariate patologie crescerà in modo costante.L’autore di”The Age Of  Spiritual Machines” e del recente e pubblicato in Italia “La Singolarità è Vicina” afferma che il concetto transumanistico della “quasi” immortalità deve essere affrontato senza pregiudizi intellettuali. Kurzweil sostiene inoltre che il desiderio estropico di innestare macchine su scala sub-atomica non viola la nostra biologica corporeità o stravolge la definizione di umano costruita in migliaia d’anni di evoluzione.E’ nella natura dell’essere umano il tentativo di andare oltre,nel senso stretto od estensivo del termine.La voglia di progredire ,di superare sè stesso,di evolversi verso stadi superiori e l’estensione bio-tecnologica lo può aiutare in questo processo. Ma questo non significa che non vi siano aspetti di questo futuro altrettanto preoccupanti.Il nanobot in quanto auto-riproducente se non gestito con prudenza e raziocinio oltre un numero determinato di repliche diventa virus incontrollabile che può divorare il corpo .La questione dunque si pone non tecnologicamente ma in termini filosofico-antropologici.Dalla scoperta del fuoco ai giorni nostri il problema da affrontare è l’utilizzo e non la scoperta in quanto tale.E’l’uomo che deve decidere quale direzione imprimere al proprio futuro.

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