Pubblicato da: mida999 | dicembre 20, 2009

La robotica : ieri , oggi e domani

Quando nel 1950 venne pubblicata l’antologia di Isaac AsimovIo robot“,solo i più arditi futurologi dell’epoca avrebbero potuto immaginare che la curva di crescita tecnologica ci avrebbe proiettati mezzo secolo dopo in un simile scenario prospettico.Oggi la robotica sta entrando prepotentemente nella nostra vita professionale e domestica.Per robotica s’intende quella branca dell’ingegneria in cui confluiscono gli studi di molte discipline sia di natura umanistica come biologia, fisiologia, linguistica e psicologia che scientifica quali automazione, elettronica, fisica, informatica, matematica e meccanica.Il termine “robot” è stato coniato dallo scrittore ceco Karel Capek nel 1920 per un dramma teatrale.Nella sua lingua «robota» significava lavoro forzato.In effetti le prime macchine robotizzate vennero utilizzate all’interno dei cicli produttivi nelle fabbriche.Attraverso lo sviluppo tecnologico progressivamente il robot ha trovato nuove tipologie d’impiego in ambito domestico e nella sfera ludica.Dopo la prima ondata di animali elettronici ora sembra potersi realizzare il sogno finora realizzato esclusivamente nelle “fiction” cinematografiche di utilizzare ed interagire con androidi “intelligenti”.L’androide è un essere artificiale, un robot, con sembianze umane (il termine deriva dal greco anèr, andròs, “uomo”).Gli umanoidi  permettono di sperimentare le tecnologie più avanzate immaginabili nella robotica e nello sviluppo di questa particolare forma di vita artificiale l’industria nipponica ha dimostrato di essere all’avanguardia.Gli sforzi congiunti degli scienziati del Sol Levante mirano alla creazione di personal robot, ossia di assistenti capaci di convivere nelle case con lo scopo primario di tenere compagnia e di rendersi utili nello svolgimento degli impieghi più disparati.Un umanoide agisce nelle tre dimensioni spaziali con un  grande numero di sensori distribuiti in varie parti del corpo che gli consentono ampi gradi di libertà motoria.Lo sviluppo su base antropomorfica consente ai ricercatori di utilizzare la scala evolutiva biologica come modello di base.La sfida maggiore rappresentata dagli androidi è la loro interazione con l’ uomo. Essi richiedono dei sistemi di visione e di coordinamento motorio in tempo reale e ciò significa che devono avere una capacità di elaborazione della scena che hanno davanti nella quale imparare in fretta, ad esempio, un buon coordinamento occhio-mano; vale a dire come muoversi in base a ciò che incontrano in funzione delle azioni che gli sono state ordinate. E qui il nodo sta tutto nel cervello dell’ umanoide che deve essere in grado di interpretare, valutare e scegliere.L’intelligenza artificiale e la creazione di reti neurali che possano essere in grado di svilupparsi apprendendo attraverso un percorso empirico rende appunto plausibile il raggiungimento di questo obbiettivo.Asimo,prodotto dalla HONDA è stato il capostipite di questa famiglia di organismi artificiali.È alto 160 centimetri e pesa 43 chilogrammi.Ultimamente la Toyota,dopo aver prodotto un robot violinista e trombettista , ha presentato un  modello capace di mantenere l’equilibrio anche se sottoposto ad urti e di correre alla velocità di 7km/H grazie ad una pianta del piede di nuova concezione che prende spunto dal modello umano.Un altro settore interessato all’utilizzo di robot è quello dell’aeronautica spaziale.Nell’ambito della costruzione e manutenzione della stazione orbitante è emersa l’opportunità di costruire un robot che potesse sostituire l’astronauta ed analizzando il problema ci si è resi conto che esso avrebbe risposto meglio alle necessità se fosse stato concepito come un umanoide.Ora è in costruzione al centro della Nasa a Houston e sarà in servizio tra un anno. Robonaut è alto 190 centimetri e pesa 182 chilogrammi. Il suo corpo è d’alluminio. Sulla sua unica gamba con la quale si sposterà si sviluppano un torso e una testa dotata di occhi con camere stereoscopiche.Su ognuna delle due braccia che terminano con una mano a cinque dita vi sono 150 sensori che permettono di misurare posizioni, velocità, temperature, rotazioni e forze esercitate. Il suo cervello è corredato di sistemi giroscopici per gestire le posizioni e di un computer che governa ogni movimento ma di fatto ogni parte dell’androide è in grado di gestirsi quasi autonomamente pur interagendo con il cervello centrale lungo un vero e proprio sistema nervoso elettronico.L’Intel ha presentato un progetto che riguarda dei micro-robot, chiamati ‘catomi’, capaci di ‘formare’ materiali in grado di cambiare forma. Un’applicazione è per esempio nei ‘case’, display e tastiere dei dispositivi hardware, che potrebbero così cambiare forma per adattarsi alle necessità dell’utente, diventando minuscoli per entrare in tasca, grandi e piatti per mostrare film, o trasformandosi in ricevitori per permettere di comunicare.Una seconda area di impegno dei laboratori Intel è poi quella dei robot ‘personali’, in grado di interagire con ambienti disordinati e dinamici, percepire e riconoscere il movimento, adattarsi e reagire. Rattner ha presentato due prototipi funzionanti di personal robot. Il primo consiste in  un’applicazione dell’innovativa tecnica ‘electric field pre-touch’, con cui il robot, attraverso le mani, è in grado di ‘sentire’ gli oggetti prima ancora di toccarli. Il secondo prototipo è in grado tra l’altro di riconoscere volti umani e obbedire a ordini molto generici come “riordina e pulisci”.Se la velocità del progresso tecnologico continuerà ad aumentare in modo esponenziale è plausibile prevedere che le capacità di ragionamento delle macchine possano raggiungere e forse persino superare quelle dell’uomo entro il 2050.Forse un giorno l’uomo inteso come organismo biologico dovrà confrontarsi ed integrarsi con un’entità elettronico-meccanica che,Cartesio docet,esiste in quanto pensa:il robot.

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