Pubblicato da: mida999 | gennaio 24, 2010

Nuova scoperta di Opportunity su Marte

E’ dal 2004 che i due rovers Opportunity e Spirit stanno esplorando il suolo marziano per ampliarne la conoscenza e svelare i segreti che si celano sotto la sua superficie.Proprio Opportunity negli ultimi mesi ha rivolto la sua attenzione ad una roccia dalle caratteristiche differenti in quanto a tipologia e composizione rispetto ad ogni altra osservata sino ad ora sul pianeta rosso.Denominata “Marquette Island” e delle dimensioni approssimative di un pallone di basket si suppone possa essere stata espulsa da un cratere distante dopo l’impatto con un meteorite.”Nei suoi 6 anni di esplorazione Opportunity aveva trovato solo in un’altra occasione una roccia di dimensioni comparabili a “Marquette Islands”,ha affermato Steve Squyers della Cornell University di Ithaca,NY.E’di composizione basaltica e dalle prime analisi sembra possa essersi raffreddata lentamente da roccia fusa permettendo ai cristalli di svilupparsi.I geologi sospettano dunque che possa aver avuto origine in profondità nella crosta e non in superficie dove l’esposizione agli agenti esterni l’avrebbe resa di differenti caratteristiche chimico-fisiche.Originariamente gli scienziati pensavano potesse far parte di una serie di meteoriti che Opportunity aveva precedentemente scoperto.Tuttavia dopo l’analisi effettuata è stata riscontrata una percentuale di nichel decisamente inferiore che conferma quindi l’origine marziana.Attraverso lo spettrometro a raggi X  ad emissione di  particelle alfa installato sul braccio robotico del rover e l’abrasione dello strato superficiale ottenuta dalla fresa (Rock Abrasion Tool) è stato rinvenuto un contenuto di magnesio superiore rispetto alle rocce basaltiche che Opportunity aveva precedentemente analizzato.Si ipotizza possa trattarsi di una roccia “primordiale” di un pianeta Marte più giovane alterata in seguito dall’acido solforico che l’ha trasformata nell’arenaria presente sull’attuale suolo marziano.”Ora Opportunity si sta spostando verso un cratere di grandi dimensioni chiamato Endeavour“,ha comunicato Mike Seibert,manager della missione rover della Jet propulsion Laboratory della Nasa a Pasadena.Dopo aver percorso più di 18  km. ,scattato oltre 133.000 immagini ed effettuato molteplici analisi utilizzando l’elaborata dotazione di strumentazione scientifica in proprio possesso,il rover, operativo ormai da un periodo di tempo di ben 24 volte superiore rispetto a quanto preventivato, è pronto per ulteriori affascinanti scoperte.

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