Pubblicato da: mida999 | febbraio 17, 2010

SDO – Il Solar Dynamics Observatory

Con la messa in orbita effettuata   il 12 Febbraio  dal Cape  Canaveral Air Force Station a bordo del razzo Atlas V  della Nasa il Solar Dynamics Observatory (SDO)  ha intrapreso la sua missione nell’ambito del programma “Living With a Star”(LWS), rivolto alla comprensione delle cause della variabilità solare.SDO è progettato per aiutare a capire l’influenza del Sole sulla Terra e lo spazio circostante studiando l’atmosfera solare su piccole scale di spazio e tempo ed in molte lunghezze d’onda  contemporaneamente. L’obiettivo è quello di comprendere dinamiche ed interazioni,in grado di  farci prevedere le variazioni solari che influenzano la vita sulla Terra ed i sistemi tecnologici, determinare in quale modo il campo magnetico del Sole sia generato e strutturato e come questa energia accumulata venga convertita  e rilasciata nell’ eliosfera sotto forma di vento, radiazioni solari e particelle energetiche.Il Solar Dynamics Observatory studierà l’attività solare e la sua influenza nel nostro sistema, monitorando i parametri interni dell’astro, il campo magnetico,il plasma caldo della corona,i brillamenti e l’irradiamento che condiziona la ionosfera dei pianeti. Le tempeste solari possono infatti interferire con i satelliti, le reti elettriche, la comunicazione radio ed arrecare danni agli astronauti nello spazio La strumentazione installata a bordo consentirà dunque l’effettuazione di tre esperimenti scientifici: l’Atmospheric Imaging Assembly (AIA) che genererà un’immagine del disco solare nelle diverse bande dell’ultravioletto e dell’estremo ultravioletto ad alta risoluzione temporale e spaziale, l‘Extreme Ultraviolet Variability (EUV) che misurerà l’emissione di radiazione ultravioletta solare con cadenza regolare e l’ Helioseismic e Magnetic Imager (HMI) che studierà la variabilità solare e le varie componenti dell’attività magnetica solare.

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