Pubblicato da: mida999 | marzo 21, 2010

Cassini e gli anelli di Saturno

Nuova scoperta della sonda Cassini sul pianeta Saturno.Il sofisticato strumento Vims(Visual and Infrared Mapping Spectrometer) installato a bordo ha infatti rilevato che i suoi anelli principali sono composti da acqua ghiacciata.A renderlo noto sono l’Agenzia Spaziale Italiana e l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) sottolineando che grazie ai molteplici strumenti quali camere, spettrometri Uv-Vis-Ir, detector di polveri e radio scienza, è stato possibile per il Cassini Rings Working Group di Nasa-Ames delineare un quadro completo della struttura, composizione, evoluzione e dinamica degli anelli del pianeta.Importante il contributo italiano derivante dall’analisi delle osservazioni dello spettrometro Vims (Visual and Infrared Mapping Spectrometer), di cui l’Asi ha fornito il canale Vis e di cui l’Istituto Nazionale di Astrofisica partecipa all’utilizzo scientifico dei dati ottenuti.Da questi dati si evince che le particelle degli anelli principali denominati con le lettere ‘A’ e ‘B’ sono costituite per il 90-95% di ghiaccio d’acqua, mentre quelle dell’anello ‘C’ e della ‘Divisione di Cassini’ risultano essere piu’ contaminate probabilmente da carbonio e silicati di origine metoeritica. Particolarmente interessante e’ la loro composizione spettrale: le analisi effettuate nella banda di radiazione infrarossa forniscono attendibili indicazioni che siano composti di ghiaccio d’acqua puro.In modo ina- spettato è risultata l’assenza di altri componenti come anidride carbonica, ammoniaca o metano, che pure sono stati osservati in piccole percentuali sulle lune ghiacciate del “gigante” gassoso.Le analisi effettuate nella luce visibile hanno invece evidenziato che gli anelli in questa banda di radiazione  appaiono decisamente ‘arrossati’ e quindi radicalmente diversi dal caratteristico colore blu-bianco tipico del ghiaccio d’acqua ed inoltre come il grado di ‘arrossamento’ degli spettri nel visibile degli anelli di Saturno sia strettamente legato con l’intensita’ delle bande del ghiaccio d’acqua osservate nell’infrarosso.Dal momento che entrambi questi parametri aumentano con lo stesso andamento nelle regioni degli anelli piu’ dense (anelli A e B) si puo’ dedurre  che la natura del materiale che assorbe la radiazione ultravioletta, e dunque il ‘responsabile’ dell’arrossamento osservato, sia strettamente correlata al ghiaccio d’acqua delle particelle. Secondo gli scienziati un simile effetto si puo’ ottenere mediante limitate quantita’ di atomi di carbonio (catene Pah) o nanofasi di ossido di ferro (Fe3+) dimostrando quindi che anche gli anelli di Saturno possono in modo naturale contenere particelle di elementi contaminanti.Con un diametro di circa 280.000 km ed uno spessore di circa 100 metri, il sistema degli anelli principali di Saturno è sicuramente l’oggetto piatto e sottile piu’ esteso, oltre 44 miliardi di km quadrati, all’interno del Sistema solare. Fin dalla loro scoperta, avvenuta 400 anni fa, nel 1610 da parte di Galileo Galilei con il suo cannocchiale, gli anelli di Saturno hanno rivestito un ruolo fondamentale nello studio delle proprietà dinamiche, evolutive e della composizione chimica del Sistema solare esterno.

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