Pubblicato da: mida999 | maggio 27, 2010

Il progetto Ignitor

In pochi anni, un reattore nucleare sperimentale nei pressi di Mosca potrebbe essere il primo a produrre una reazione di fusione autosufficiente.Il reattore in questione si fonda su un progetto italo-russo sviluppato da Bruno Coppi, professore di fisica al MIT con la collaborazione per l’Italia dell’Agenzia nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e l’Ambiente. Tre reattori simili basati sullo stesso disegno sono già state costruiti al MIT.Un pool di fisici italiani e russi si stanno incontrando in questi giorni per programmare il piano di lavoro che conduca alla realizzazione del nuovo reattore, chiamato Ignitor.Ignitor è un reattore tokamak, un dispositivo a forma di ciambella che utilizza  potenti campi magnetici per la produzione di plasma da fusione attraverso la pressione ad elevatissime temperature di isotopi di idrogeno.La pressione combinata alla temperatura genera la fusione dei nuclei di idrogeno e la successiva formazione di elio in un processo che rilascia enormi quantità di calore. In un reattore a fusione pienamente funzionale, questo calore potrebbe essere utilizzato per alimentare una turbina di energia elettrica.Con dimensioni e complessità  progettuali decisamente superiori è in via di costruzione il reattore sperimentale termonucleare internazionale (ITER) a Saint-Paul-lez-Durance in Francia.L’impianto che sarà completato nel 2019 e pronto per essere testato su larga scala nel 2026, può essere considerato  un generatore funzionante ma non produrrà una reazione di fusione autosufficiente al contrario di Ignitor che, sei volte più piccolo di ITER, sarà in grado di testare le condizioni necessarie per produrre una simile reazione .”Ignitor amplierà la nostra conoscenza sul comportamento del plasma arricchendoci di nuove ed importanti informazioni per la progettazione e la realizzazione di reattori di nuova generazione” afferma Roscoe White, ricercatore di punta al Princeton Plasma Physics Laboratory.

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