Pubblicato da: mida999 | giugno 6, 2010

Il progetto Luna Ring

La Shimizu Corporation, una società di costruzione giapponese, ha recentemente proposto un piano per sfruttare l’energia solare su una scala di dimensioni mai proposte precedentemente. Il loro ambizioso progetto prevede la costruzione di una cintura di celle solari attorno alla Luna per 11.000 km all’ equatore, convertendo l’energia elettrica in microonde e potenti raggi laser da trasferire sulla Terra dove verrebbero infine ritrasformate in elettricità da centrali dislocate sul nostro pianeta. Il progetto di Luna Ring, secondo la società, potrebbe soddisfare il fabbisogno energetico del mondo intero.I robots rivestirebbero un ruolo centrale nella costruzione del Ring Luna.Monitorati nella loro attività 24 ore al giorno, sarebbero telecomandati da terra per livellare il paesaggio lunare ed assemblare macchinari ed attrezzature in orbita prima di essere sbarcati sulla Luna.Un team di astronauti dovrebbe supportare ed organizzare i robots in loco.A causa della massiccia quantità di pannelli solari ed altri materiali necessari per il progetto, le risorse lunari dovrebbero essere utilizzate nella misura più ampia possibile.L’acqua potrebbe essere prodotta vicino all’equatore, ottenuta dal suolo lunare con idrogeno importato dalla Terra.Risorse lunari potrebbero anche essere utilizzate per ottenere il materiale di costruzione come il cemento, mentre lo sfruttamento del calore solare potrebbe contribuire a produrre mattoni, fibre di vetro ed altri materiali strutturali necessari per il progetto. L’ Anello Luna  sarebbe inizialmente della larghezza di pochi chilometri ma potrebbe essere esteso fino a 400 km.  La potenza elettrica generata dalle celle solari sarà trasmessa da cavi elettrici per impianti di trasmissione sul lato vicino della Luna che è costantemente rivolto verso la Terra.L’energia elettrica sarebbe poi convertita in fasci di microonde e raggi laser che antenne di 20 chilometri di diametro trasferirebbero ai ricevitori sulla Terra. Un radiofaro guida garantirebbe una trasmissione accurata ai ricevitori.L’energia sarebbe quindi convertita in elettricità e fornita alle reti esistenti o eventualmente trasformata in idrogeno per il carburante o la conservazione.La generazione di energia da pannelli solari nello spazio può essere considerevolmente più efficace di analoghe applicazioni terrestri che sono limitati da lunghi periodi di buio durante la notte.Un impianto spaziale irradiato dal sole in modo continuativo raddoppia la potenza complessiva prodotta sulla Terra nello stesso periodo di 24 ore.L’assenza di atmosfera sulla luna eliminerà problematiche tipicamente terrestri come le avverse condizioni metereologiche o le nubi che potrebbero inibire l’efficienza dei pannelli solari, ma ne creerà altre quali la polvere lunare, che può essere sollevata dalla superficie da vari processi (impatto micrometeoriti, vento solare, la carica di superficie, ecc.).La società dovrà quindi escogitare il modo per proteggere i pannelli solari dalla polvere ed i graffi, evitando di far ridurre drasticamente l’efficienza delle celle dei pannelli solari.

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