Pubblicato da: mida999 | giugno 22, 2010

Sei gradi possono cambiare il mondo

Se le emissioni inquinanti dovessero continuare al ritmo di oggi, i ghiacciai dell’Himalaya scomparirebbero entro 50 anni, l’estesa ghiacciata della Groenlandia lentamente si scioglierebbe e, alla fine del secolo, l’Amazzonia, che ospita metà della biodiversità del pianeta, diventerebbe un’arida savana.Il documentario del National Geographic Channel dal titolo “Sei gradi possono cambiare il mondo” presenta una panoramica dei possibili scenari futuri e dei differenti mutamenti determinati, grado per grado, dall’aumento della temperatura capaci di modificare radicalmente le condizioni della vita sul nostro pianeta. Girato nei cinque continenti, utilizzando la più avanzata computer grafica, il film si avvale delle testimonianze di scienziati che raccontano i cambiamenti climatici, studiati o vissuti in prima persona. “Quanto stiamo osservando va al di là delle proiezioni che erano state fatte solo una decina di anni fa.Sono in atto grandi cambiamenti e il tutto non è facile da spiegare”, ha commentato Dian Seidel, meteorologa del National Oceanic and Atmospheric Administration. La pellicola è tratta dal libro “Six Degrees” del giornalista britannico Mark Lynas, che ha analizzato migliaia di riviste e studi scientifici per delineare una vera e propria roadmap del Global Warning dei prossimi 100 anni.Con l’aumento di 1 gradol’Artico potrebbe essere privo di ghiaccio per metà dell’anno, determinando l’apertura alle navi del leggendario passaggio a Nord Ovest,l’innalzamento dell’acqua potrebbe sommergere migliaia di case nel Bengala e gli uragani inizierebbero a colpire il Sud Atlantico.Con 2 gradi si accellerebbe lo scioglimento dei ghiacciai in Groenlandia e la foresta inizierebbe a crescere nella tundra canadese, l’arcipelago di Tuvalu, nell’Oceano Pacifico verrebbe completamente sommerso ed è possibile che la maggior parte della barriera corallina dei tropici scompaia.Molti scienziati ritengono che l’aumento di tre gradi rappresenti il punto di svolta per la vita sul nostro pianeta.La foresta pluviale dell’Amazzonia potrebbe subire numerosi cicli di siccità e incendi. Centinaia di milioni di tonnellate di anidride carbonica verrebbero rilasciate nell’ambiente, causando un ulteriore incremento di un grado della temperatura, la neve su quasi tutte le vette Alpi scomparirebbe, in Europa Centrale si avrebbero temperature che attualmente si registrano in Medio Oriente e in Nord Africa e potrebbero verificarsi uragani di una nuova categoria, la sesta.Con 4 gradi d’aumento il livello degli oceani continuerebbe a salire, sommergendo le popolazioni che vivono lungo i delta dei fiumi. Paesi come il Bangladesh e l’Egitto sarebbero devastati e città come Venezia potrebbe scomparire sotto l’acqua.Secondo alcuni studi, nel 2035 non ci sarebbero più i ghiacciai dell’Himalaya e più di un miliardo di persone perderebbe la sua fonte di acqua dolce ed il livello dei mari potrebbe crescere di oltre un metro con conseguenze catastrofiche per le più grandi città costiere.Con 5 gradi in più al posto delle fasce temperate dei due emisferi si creerebbero due enormi zone inabitabili, le falde acquifere che riforniscono città come Los Angeles, Il Cairo, Lima o Bombay si prosciugherebbero.A causa di tutti questi effetti climatici sarebbero diversi milioni i rifugiati costretti a lasciare le aree dove abitano, rese oramai inospitali, scatenando possibili conflitti per il controllo delle scarse risorse presenti sulla Terra.Con 6 gradi d’innalzamento della temperatura infine il pianeta ritornerebbe al periodo del Cretaceo (144-65 milioni di anni fa), quando le temperature erano molto più alte di adesso.Privi di sostanze nutritive, gli oceani potrebbero apparire completamente blu, i disastri naturali sarebbero all’ordine del giorno ed alcune delle più grandi città sarebbero abbandonate o sommerse dall’acqua.Nonostante gli scenari proposti dal documentario siano al momento solamente ipotizzabili è giunto il momento di prendere decisioni radicali per attuare nuove prospettive di sviluppo rispettose dell’ambiente che tutelino il prezioso quanto fragile ecosistema che ci circonda prima che sia troppo tardi.

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