Pubblicato da: mida999 | luglio 22, 2010

Hubble osserva pianeta ‘cometario’

Gli astronomi della NASA attraverso le osservazioni effettuate dal telescopio spaziale Hubble hanno confermato l’esistenza di un corpo celeste  che potrebbe essere definito ‘pianeta cometario.Il gigante gassoso denominato HD 209458b ruota in un’orbita così vicina alla stella madre che l’atmosfera surriscaldata si disperde nello spazio.L’Hubble Cosmic Origins Spectrograph (COS) ha evidenziato come i potenti venti stellari spazzino il materiale atmosferico dietro il pianeta formando una coda simile a quella di una di cometa.Situato a 153 anni luce dalla Terra, HD 209458b pesa poco meno di Giove orbitando 100 volte più vicino alla stella di riferimento rispetto a quest’ultimo.E’ tra i più intensamente esaminati in quanto uno dei pochi mondi alieni noto che possa essere osservato transitare davanti alla stella nel corso della rivoluzione di 3,5 giorni.Gli astronomi hanno studiato la struttura e la composizione chimica dell’atmosfera del pianeta analizzando la luce delle stella che passa attraverso quest’ultimo.COS ha rilevato nell’atmosfera, alla temperatura di circa 1100 gradi °C, elementi pesanti come carbonio e silicio che, trasformati in un flusso di gas di grandi dimensioni, vengono spazzati via dal vento stellare all’elevata velocità media di 35000 km. all’ora .Il nuovo spettrografo di Hubble ha la capacità di sondare chimicamente un pianeta a lunghezze d’onda ultraviolette che non sono accessibili ai telescopi terrestri.COS si sta rivelando uno strumento importante per sondare le atmosfere di ‘pianeti gioviani caldi’ come HD 209458b.’E’dal 2003 che gli scienziati avevano formulato questa teoria’, ha affermato  Jeffrey Linsky astronomo dell’Università del Colorado a Boulder.Già in quell’anno un altro strumento di Hubble, lo Space Telescope Imaging Spectrograph (IST), aveva osservato il pianeta   rilevando l’atmosfera in evaporazione ed una struttura a coda di cometa ma non riuscendo in quell’occasione ad ottenere nel dettaglio i dati spettrografici necessari.La coda è stata ora rilevata per la prima volta con grande accuratezza grazie alla combinazione unica di sensibilità ultravioletta molto elevata ed una buona risoluzione spettrale fornite dal COS.

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