Pubblicato da: mida999 | settembre 16, 2010

“Cannibalismo” stellare

Il Chandra X-ray Observatory della Nasa sembra aver scoperto che una stella abbia recentemente inghiottito un astro “compagno” od un pianeta gigante.La probabile esistenza di un corpo celeste “cannibale” fornisce nuovi indizi su come stelle e pianeti possano interagire attorno a loro con il trascorrere dell’età.L’oggetto in questione, conosciuto come BP Psc, sembra essere una versione più evoluta del nostro Sole  con un disco di polveri e gas che lo circondano. Mentre il disco ed i getti sono caratteristiche peculiari di una stella molto giovane, diversi indizi tra i quali i nuovi risultati di Chandra, suggeriscono che BP Psc non sia ciò che in origine sembrava essere.Gli astronomi hanno ipotizzato che BP Psc possa essere una vecchia stella nella sua fase definita” gigante rossa”.Invece d’essere i tratti distintivi della sua gioventù, il disco ed i getti sono infatti i resti di una interazione recente e catastrofica nella quale una stella vicina od un pianeta gigante sono stati consumati da BP Psc.Quando le stelle come il Sole iniziano ad esaurire il combustibile nucleare, si espandono verso i loro strati esterni.Il nostro Sole, ad esempio, dovrebbe gonfiarsi in modo da inglobare la Terra nella sua trasformazione in una gigante rossa.“Le informazioni raccolte nel corso degli anni hanno condotto gli astronomi a rivedere la loro idea sulla natura di BP Psc”, ha affermato Joel Kastner del Rochester Institute of  Technology che ha condotto questo studio.In primo luogo, BP Psc non si trova in prossimità di nuvole dove si formano le stelle e non esistono altri giovani astri conosciuti nelle sue immediate vicinanze.In secondo luogo, in comune con la maggior parte delle stelle anziane, la sua atmosfera contiene solo una piccola quantità di litio.La sua gravità superficiale infine sembra essere troppo debole per un giovane stella e più compatibile con quella di una gigante rossa.Le stelle di piccola massa sono più luminose rispetto alla maggior parte di altre stelle e le osservazioni a raggi X possono essere utilizzate per determinare l’approssimativa età di una stella.Chandra è stato in grado di rilevare i raggi X di BP Psc, di percentuale troppo bassa per appartenere ad una stella giovane.L’emissione di raggi X misurata per BP Psc è simile a quella delle stelle giganti in rapida rotazione.L‘attività magnetica della stella stessa potrebbe essere generata dalla sua rapida rotazione dovuta al processo di “cannibalizzazione”.La superficie della stella è oscurata in tutta la banda del visibile e nel vicino infrarosso, per cui l’osservazione di Chandra rappresenta la prima rilevazione su tutte le lunghezze d’onda del corpo celeste.BP Psc ci mostra che le stelle come il nostro Sole possano vivere tranquillamente per miliardi di anni per poi assorbire una stella od un pianeta nella loro fase terminale .Nonostante i pianeti circostanti siano stati distrutti durante la trasformazione di BP Psc in una stella gigante,in una seconda fase potrebbe verificarsi nel disco circostante a distanza di centinaia di milioni di anni la creazione di nuovi pianeti.Il telescopio spaziale Spitzer ha infatti riportato le possibili prove dell’esistenza di un pianeta gigante nel disco circostante di BP Psc che  potrebbe essere di recente formazione o far parte del sistema planetario originario.La dinamica  attraverso cui le stelle possano “fagocitare” altre simili o pianeti è un tema caldo dell’odierna astrofisica e le rilevazioni di Chandra saranno certamente utili nello sviluppo di nuove teorie al proposito.

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