Pubblicato da: mida999 | settembre 23, 2010

LRO mappa i crateri lunari

Secondo i nuovi risultati della NASA Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) la Luna nel suo stadio iniziale è stata bombardata da due distinte categorie di asteroidi o comete e la sua superficie è più complessa di quanto si pensasse.Utilizzando il Lunar Orbiter Laser Altimeter (Lola), gli scienziati hanno creato il primo catalogo completo di grandi crateri sulla Luna.Le nuove rilevazioni dimostrano che i crateri di più antica datazione localizzati sugli altipiani siano chiaramente distinti da quelli più “recenti” presenti nei bacini di impatti giganti pieni di colate di lava solidificata e che gli altipiani  abbiano una maggiore densità di crateri di grandi dimensioni , dato importante che conferma l’intensa attività all’interno di un sistema solare in quel periodo ancora in formazione .Gli impatti dei meteoriti possono alterare radicalmente la storia di un pianeta.La Luna, Marte, Mercurio ed altri pianeti nel sistema solare mostrano le cicatrici di antichi crateri di centinaia o addirittura migliaia di chilometri di diametro nel corso della loro storia evolutiva.Se anche la Terra fosse stata sottoposta a questo bombardamento e non c’è alcun motivo di pensare il contrario, tali disastrosi impatti potrebbero aver sconvolto l’origine della vita.Conosciamo la teoria per cui i circa 110 miglia di diametro del cratere parzialmente sepolto a Chicxulub nella penisola dello Yucatan del Messico, abbiano condotto o contribuito alla fine dei dinosauri e di molte altre forme di vita sulla Terra.Gli scienziati stanno cercando con difficoltà di ricostruire l’impatto avuto da questi corpi celesti sul nostro pianeta in quanto i crateri d’impatto sono stati erosi dal vento e dall’acqua o distrutti dall’azione della tettonica a zolle, il movimento graduale e il riciclo della crosta terrestre. La Luna può invece rivelarsi un migliore laboratorio di ricerca rispetto alla Terra perché la sua superficie non ha acqua allo stato liquido e non possiede tettonica a zolle. L’unica fonte di significativa erosione è dovuta ai ripetuti impatti.La Luna può essere quindi considerata come una stele di Rosetta per comprendere la storia del bombardamento della Terra.LOLA LRO è stata in grado di ricostruire una mappa che evidenzia i crateri lunari con chiarezza senza precedenti.Lo strumento invia impulsi laser sulla superficie lunare e misura il tempo che occorre perchè vengano riflessi verso il veicolo spaziale.Attraverso la dettagliata conoscenza dell’orbita della sonda gli scienziati possono convertire queste informazioni per ottenere una mappa dettagliata topografica della Luna.Dall’analisi della stratificazione dei crateri sulla superficie si può guardare indietro nel tempo per scoprire quando si è verificata la” transizione” tra vecchia e nuova generazione di crateri che pare essere avvenuta circa 3,8 miliardi di anni fa.Le risposte a questi quesiti hanno implicazioni importanti per lo sviluppo primordiale di tutti i pianeti del sistema solare interno, compresa la Terra.I dati ottenuti dallo strumento Lunar Radiometer Experiment Diviner installato su LRO, indicano che il processo geologico che ha forgiato la superficie lunare sia stato molto articolato, individuando differenze compositive inedite negli altipiani, confermando la presenza di materiale anomalo ricco in silice in cinque regioni distinte. Ogni minerale assorbe ed emette energia con una firma spettrale unica che può essere misurata rivelando la sua identità ed i meccanismi di formazione.Il Diviner LRO può effettuare una mappatura della luna ad alta risoluzione ad infrarossi, consentendo di effettuare una identificazione certa dei minerali silicati si trovano comunemente nella sua crosta.La geologia lunare può essere approssimativamente suddivisa in due aree:le Highlands anorthositic, ricche di calcio ed alluminio, e l’area basaltica, che è abbondante in ferro e magnesio.Entrambi queste zone crostali sono ritenute dai ricercatori come ‘primitive’, ossia il risultato diretto della cristallizzazione del mantello lunare, lo strato parzialmente fuso sotto la crosta.Tuttavia gli altipiani lunari sono meno omogenei di quanto si pensasse.In una vasta gamma di terreno, Diviner ha rivelato la presenza di composizioni più ricche di sodio di quelle tipiche della Highlands anorthositic.La natura diffusa di questi suoli rivela che ci possano essere state variazioni nella chimica e nella velocità di raffreddamento del magma che forma la crosta lunare o potrebbero essere il risultato di una seconda trasformazione della crosta.In altre aree Diviner ha rilevato invece la presenza di minerali con una notevole composizione silicica come i quarzi ricchi di potassio, di sodio e di feldspato – minerali che si trovano in associazione con litologie altamente evolute(rocce con notevole elaborazione magmatica).I nuovi dati di Diviner aiuterànno inoltre nella scelta dei luoghi di sbarco appropriati per potenziali future missioni robotiche, con possibile obbiettivo il Bacino Polo Sud-Aitken (SPA), il maggiore cratere d’impatto sulla Luna e tra i più grandi nel sistema Solare.

Annunci

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: