Pubblicato da: mida999 | novembre 21, 2010

Chandra scopre giovane buco nero

Gli astronomi utilizzando il NASA Chandra X-ray Observatory hanno trovato prove del più giovane buco nero conosciuto ad una distanza relativamente breve dal nostro sistema.Il buco nero dell’età di 30 anni, fornisce un’opportunità unica per osservare questa tipologia di oggetti celesti nel loro sviluppo dalle fasi iniziali.Potrebbe inoltre aiutare gli scienziati a comprendere meglio come le stelle massicce esplodono producendo buchi neri o stelle di neutroni e ad ipotizzare il numero di buchi neri presenti nella nostra galassia.L’oggetto di 30 anni è un residuo di SN 1979C, una supernova della galassia M100  nella costellazione della Chioma di  Berenice a circa 50 milioni di anni luce dalla Terra. I dati di Chandra, il satellite Swift della NASA, l’Agenzia spaziale europea di XMM-Newton e l’osservatorio ROSAT tedesco hanno rivelato una fonte luminosa di raggi X che è rimasta costante durante l’osservazione dal 1995 al 2007. Ciò suggerisce che il “black hole” possa essere alimentato sia da materiali riassorbiti dalla supernova che da una compagna binaria.’Se la nostra interpretazione è corretta, questo è il primo caso di osservazione della nascita di un buco nero in un’area limitrofa al sistema solare,’ ha detto Daniel Patnaude del Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics di Cambridge, nel Massachusetts che ha condotto lo studio.Gli scienziati pensano che SN 1979C, scoperta da un astronomo dilettante, nel 1979, si sia formata quando una stella  circa 20 volte più massiccia del sole è implosa su se stessa. Molti buchi neri a considerevole distanza in precedenza sono stati individuati sotto forma di lampi di raggi gamma (GRB).Tuttavia SN 1979C sembra essre diverso perché  molto più vicino ed appartenente a una classe di supernovae difficilmente  associabili ad un GRB.La teoria postula infatti come la maggior parte dei buchi neri nell’universo dovrebbero costituirsi quando il nucleo di una stella collassa non producendo un GRB.’E’ molto difficile rilevare questo tipologia di buco nero in quanto occorrono decenni di osservazioni ai raggi per confermare la scoperta ma questa potrebbe essere la prima volta’ha affermato il co-autore Abraham Loeb dell’ Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics.L’idea di un buco nero con un’età di soli 30 anni è coerente con i recenti lavori teorici.Nel 2005 in una teoria formulata, la luce visibile di questa supernova potrebbe essere stata alimentata da un getto del buco nero che non è riuscito a penetrare l’involucro di idrogeno della stella per formare un GRB.I risultati ottenuti nelle osservazioni di SN 1979C si adattano a questa teoria molto bene.Anche se le prove del buco nero formatosi in SN 1979C sembrano dimostrarsi attendibili, un’altra possibilità interessante è che una giovane stella di neutroni in rapida rotazione con un forte vento di particelle ad alta energia potrebbe essere responsabile della emissione di raggi X.Ciò renderebbe l’oggetto nel SN 1979C l’esempio più giovane e brillante di un tale ‘nebulosa pulsar vento‘ e la più giovane stella di neutroni conosciuta.La pulsar del Granchio, l’esempio più noto di una nebulosa  pulsar vento è di circa 950 anni.”E ‘molto gratificante vedere come l’impegno di alcuni tra i più avanzati telescopi nello spazio, come Chandra, possa aiutare ad implementare la conoscenza di questi corpi celesti, ha concluso Jon Morse, direttore della divisione di astrofisica della NASA’s Science Mission Directorate.

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