Pubblicato da: mida999 | gennaio 17, 2011

Il Voyager 1 raggiunge l’eliopausa

Nel 1972 ad un giovane professore del California Institute of Technology fu chiesto di lavorare part-time come scienziato capo presso il NASA’s Jet Propulsion Laboratory per una nuova missione spaziale che portasse una sonda ai limiti del sistema solare ed infine nello spazio interstellare.Edward Stone accettò l’incarico ed ora, 33 anni dopo il lancio delle due sonde Voyager, l’obiettivo sembra essere in vista.’Voyager 1 è oggi l’oggetto più distante creato dall’uomo’, dice Stone.’Si trova a 115 unità astronomiche dalla Terra’, ossia è 115 volte più lontano di quanto la Terra lo sia dal sole, ad oltre 16 miliardi di km.’Voyager 2 ha viaggiato un po ‘più lentamente ed in una direzione diversa ed oggi dista circa 14 miliardi chilometri dalla Terra.Entrambe le sonde Voyager sono ancora all’interno di una ‘bolla’ creata dal vento solare, un flusso di particelle che si irradiano verso l’esterno dal sole da 1.6 a 3.2 milioni di chilometri all’ora.Questa bolla, o eliosfera, esiste in quanto un campo magnetico proveniente dallo spazio, probabilmente derivante dalle esplosioni di supernovae avvenute tra cinque e dieci milioni di anni fa, preme contro il vento solare.Quando il vento solare si avvicina al confine con il mezzo interstellare, deve attraversare uno shock sonico proprio come la parte anteriore di un aereo supersonico.’Voyager 1 ha subito quella scossa nel dicembre 2004 e da allora è entrato in “heliosheath” , la regione dove il vento solare è  intenso, compresso e turbolento a causa della sua interazione con lo spazio interstellare .Negli ultimi sei mesi Voyager 1 ha segnalato che la velocità radiale del vento solare è pari a zero il che significa che la sonda si avvicina al limite finale del sistema solare,detto eliopausa.Stone ed i suoi colleghi non si aspettavano che Voyager 1 raggiungesse questo punto in un tempo così breve: ciò indica che il confine si trova più vicino al Sole di quanto avessero pensato.’I nostri modelli hanno bisogno di essere perfezionati tenendo conto di queste nuove osservazioni, in modo da stabilire con maggiore precisione quanto più lontano il Voyager debba andare prima di entrare nello spazio interstellare.Potrebbe occorrere un anno o più di analisi dei dati per confermare che Voyager 1 abbia effettivamente attraversato l’eliopausa.Probabilmente non ci sarà un momento preciso del passaggio ma i ricercatori continueranno a ricevere i dati dai Voyagers all’incirca sino al 2020 o 2025 dopo che le sonde avranno abbandonato il sistema solare.’Questo momento sarà da considerarsi una pietra miliare nella storia dell’umanità’, continua Stone. ‘Entrambe le sonde Voyager probabilmente sopravviveranno alla Terra.Quando, a miliardi di anni da oggi,il sole si dilaterà trasformandosi in una gigante rossa, i Voyagers, pur con i  generatori radioattivi esauriti e la strumentazione congelata, continueranno a vagare solitari attraverso lo spazio interstellare verso una destinazione ignota, muniti di una registrazione su disco delle immagini del 20 ° secolo sulla Terra, la musica di molteplici culture ed i saluti in decine di lingue.Forse l’ultima ed unica prova che la razza umana sia mai esistita.

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